La stagione estiva si sta piano piano approssimando e con essa un susseguirsi di eventi tradizionali ed aggreganti che caratterizzano il nostro territorio: le sagre paesane. L’organizzazione di tali eventi, nella stragrande maggioranza dei casi onere delle singole Pro Loco, prevede la necessità di una notevole organizzazione sia relativa alla predisposizione delle cucine e dei menù con cui allietare la cena degli avventori, sia relativa alla organizzazione di spettacoli di intrattenimento.

Questi aspetti, evidenti a tutti i partecipanti, nascondono tuttavia una serie di adempimenti organizzativi e burocratici che stanno sempre più impegnando i singoli consigli direttivi delle organizzazioni e che mano a mano richiedono sempre più il supporto di professionisti qualificati.

Il presente articolo vuole dare un indicazione di quelli che sono i principali adempimenti anche alla luce della Direttiva del Ministero dell’Interno – “Modelli organizzativi per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche” del 28 luglio 2017 e della cosidetta Circolare “Gabrielli” del 07 giugno 2017. Entrambe i documenti nascono a seguito dei fatti di Torino e videro il ferimento di numerose persone ed addirittura la morte di un essere umano.

I due documenti citano vanno ad evidenziare ed a rimarcare l’importanza degli aspetti di safety e di security da mettere in atto per lo svolgimento di manifestazioni di pubblico spettacolo tra cui rientrano a pieno titolo le sagre paesane.

Il primo elemento che si deve analizzare, già in fase di progettazione preliminare dell’evento, è legato alla valutazione del rischio ed alla sua tipizzazione secondo lo schema dettato dalla Direttiva del 28 luglio 2017 che a sua volta riprende quanto disposto dall’Accordo Stato Regioni 13/09/CR8C/C che suddividono tale parametro in e fasce di rischio quali: Basso, Medio, Alto ed impongo una valutazione di ogni singolo rischio secondo la metodica P (probabilità di accadimento) x D (potenziale danno derivante dall’accadimento dell’evento detta anche magnitudo).

La normativa, tuttavia, ha introdotto una metodica di valutazione uniformata del livello di rischio, che vede la compilazione di una tabella di valutazione in cui il legislatore ha già provveduto ad indentificare specifici parametri ed alla successiva assegnazione di un livello di rischio derivate da una valutazione in proprio del livello di rischio.

Detta tabella analizza: variabili legate all’evento (tipologia, periodicità, durata, ecc..) e variabili legate alla presenza di spettatori (stima dell’afflusso, età, densità, ecc…) attribuendo ad ogni elemento un valore del rischio e definendo, rispetto alla somma di detti punteggi, il livello di rischio della manifestazione in: basso per punteggi inferiori a  15, medio per punteggi compresi  tra 15 e 25 ed elevato per punteggi superiori a  (>30); tale metodica di stima, inoltre, non si applica alle manifestazioni con afflusso superiore alle 10.000 unità che vengono catalogate, d’ufficio, nella categoria a rischio alto.

Un ulteriore elemento di verifica per la corretta identificazione del livello di rischio specifico legato alla prevenzione incendi è legata alla identificazioni di eventuali attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco secondo quanto disposto dal D.P.R. 151/2011 e qualora tale verifica evidenzi l’assoggettabilità di quale attività relativa alla manifestazione si dovrà provvedere ad incaricare un progettista antincendio iscritto agli appositi elenchi del Ministero dell’Interno per la redazione delle relative pratiche di prevenzione incendi.

Risulta quindi evidente come una corretta identificazione del livello di rischio sia di fondamentale importanza poiché propedeutica alla determinazione di tutte le misure di safety and security successivamente discritte e contenute nel documento fondamentale per la gestione della sicurezza di una manifestazione di pubblico spettacolo quale il Piano di Sicurezza ed Evacuazione.

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Ma quali sono le misure di safety da prevedere per l’organizzazione di una evento di pubblico spettacolo?

La Direttiva del luglio 2017 prevede un insieme di otto tipologie di verifica e di predisposizione di requisti necessari per l’organizzazione di un evento quali: requisiti di accesso all’area, percorsi separati di accesso all’area e di deflusso, capienza dell’area della manifestazione, suddivisione della zona degli spettatori in settori, protezione antincendio, gestione dell’emergenza – piano di emergenza, operatori della sicurezza.

In relazione ai requisiti di accesso all’area si dovrà provvedere ad eseguire un valutazione dell’accessibilità dei mezzi di soccorso all’area della manifestazione e conseguentemente individuare una strada di accesso che presenti delle caratteristiche dimensionali e di resistenza idonea al passaggio dei mezzi dei Vigili del Fuoco che dovessero essere impegnati in operazioni di soccorso tecnico urgente. In relazione al livello di rischio la norma prevede di determinare una distanza minima di avvicinamento al luogo dell’evento da parte dei mezzi di soccorso che varia notevolmente, da 50 metri per gli eventi a rischio basso fino all’acceso diretto all’interno dell’area della manifestazione contestuale alla creazione di una zona di esterna di ammassamento da dedicare alle maxiemergenza sanitarie per gli eventi a rischio alto.

La definizione di percorsi separati di accesso all’area e di deflusso rappresenta il successivo elemento da definire per la redazione di un piano di emergenza relativo ad una sagra. Questo comporta, in taluni casi insieme al requisito di accessibilità ai mezzi di soccorso, un elemento di non sempre facile individuazione soprattutto in relazione alla architettura dei luoghi in cui si svolgono le manifestazioni che spesso sono localizzati in borghi medioevali e pertanto caratterizzati da una sola via di accesso. In tali situazioni si dovrà provvedere ad una attenta definizione delle vie di esodo, magari anche con luoghi sicuri temporanei, al fine di favorire l’afflusso dei soccorritori. Tale possibilità diventa sempre più cogente in relazione alla tipologia di rischio in cui la manifestazione è catalogabile.

La capienza dell’area della manifestazione, definita come la possibilità di ospitare un determinato numero di spettatori rispetto all’area destinata al pubblico spettacolo (incluse le manifestazioni che si svolgono sulla pubblica via) è stimato preliminarmente con un rapporto di 1,2 – 2 spettatori/mq di superficie impiegata per ospitare il pubblico della manifestazione e successivamente adeguata, in seconda battuta, alla dimensione delle vie di esodo a servizio della manifestazione. Tali vie di esodo non dovranno essere di larghezza inferiore a di 120 cm di larghezza e considerando un massimo di 250 persone/modulo. Al fine di impedire un accesso all’area della manifestazione di un numero di persone superiore alla capienza massima, qualora non siano previsti biglietti, si dovrà provvedere ad utilizzare sistemi di conta in tempo reale.

Il parametro appena definito viene poi utilizzato, in associazione con il livello di rischio, per la definizione delle suddivisione della zona degli spettatori in settori che risulta essere non cogente solo per le manifestazioni all’aperto con persone in piedi ed a basso rischio. In tutti le altre tipologie di manifestazioni si dovrà provvedere a definire delle aree destinare ad ospitare il pubblico tra loro suddivisi e con frapposti dei corridoi che fungono non solo da vie di esodo in caso di emergenza ma anche da via di transito in caso di soccorso. Le dimensioni di tali vie sono definite dalla Direttiva luglio 2017 in relazione al livello di rischio della manifestazione. Il mantenimento della separazione tra le zone deve essere garantito con apposite barriere mobili e con la presenza di addetti alla sicurezza.

Il sistema di protezione antincendio vede la necessità di diverse tipologie di presidi di estinzione quali estintori sia portatili che carrellati e di specifici impianti quali i naspi e gli idranti connessi a reti idriche generiche (nel primo caso) o a reti idriche ad hoc nel secondo caso. Inoltre si dovrà provvedere ad una valutazione sistematica dei tempi di intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco in relazione ai tempi di percorrenza dal Comando competente per territorio al luogo della manifestazione. La definizione delle dotazioni minime viene gestita in relazione alla classe di rischio del singolo evento. In caso di eventi a rischio elevato di dimensioni rilevanti si può dover predisporre anche la presenza di mezzi attrezzati per lo spegnimento incendi dotati di specifica riserva d’acqua.

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Il sistema di  gestione dell’emergenza è legato a doppia mandata all’individuazione dei presidi antincendio e prevede la redazione di uno specifico piano nel quale siano presenti tutte le procedure di emergenza relative allo specifico evento e l’individuazione di un soggetto dell’organizzazione che deve assumere il ruolo di responsabile della sicurezza. Il piano deve prevedere inoltre, in relazione alla classe di rischio a cui appartiene la manifestazione, la realizzazione di un sistema di supporto all’evacuazione caratterizzato da fonti di diffusione sonora (a partire dal semplice megafono a batteria) fino a giungere a sistemi integrati di allarme acustico e visivo in grado di fornire istruzioni agli spettatori riguardo alle procedure di emergenza ed evacuazione.

Si deve prevedere in ultimo la presenza di operatori della sicurezza, in numero variabile rispetto alla tipologia di manifestazione, che dovranno essere in possesso di un attestato di frequenza del corso antincendio a rischio alto rilasciato da un docente formatore abilitato e della successiva Idoneità Tecnica (Legge 28/11/1996 n.609) da conseguire presso il competente Comando dei Vigili del Fuoco. In casi particolari la norma prescrive anche la presenza di un servizi di vigilanza da parte del personale dei Vigili del Fuoco.

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In relazione alle misure di Security necessarie per lo svolgimento delle manifestazioni di pubblico spettacolo si deve osservare come queste siano ben dettagliate nella cosidetta Circolare Gabrielli che prevede una stretta corrispondenza di dette misure con quelle di safety precedentemente descritte ed impone una stretta collaborazione tra gli organizzatori del singolo evento e le forze dell’ordine competenti per territorio al fine di identificare le possibili misure necessarie. La circolare ribadisce tuttavia che un elemento di rilevante attenzione è rappresentato dalla continua formazione degli operatori addetti e dalla loro sensibilizzazione alle possibili problematiche per il singolo evento.

Rimane poi la predisposizione del sistema di soccorso sanitario relativo alla manifestazione che per l’umbria dovrà essere redatto secondo dal D.G.R. Umbria n. 1724 del 27/09/2016 e che sarà trattato in uno specifico articolo all’interno di questo blog.

Un aspetto notevolmente importante, in ultimo, è legato alla corretta progettazione di tutto il sistema di safety e security necessario che, viste le numerose variabili sopra riportate, deve sempre più essere condotto da tecnici qualificati e richiede che gli organizzatori prevedano un lasso temporale ampio per la valutazione in loco, la redazione e la successiva approvazione dei piani di sicurezza per ogni singolo evento.

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