COVID19 ed Aggiornamento D.V.R.

Il momento storico che stiamo affrontando sta cambiando, almeno temporaneamente, la maggior parte delle nostre abitudini quotidiane al fine di cercare di limitare al minimo i contagi da SARS-COV-2 sia nelle attività quotidiane che nell’ambito lavorativo. Il Governo Italiano sta rispondendo a questa emergenza mettendo in campo una serie di misure di prevenzione, definite da linee guida O.M.S., Protezione Civile Nazionale, Ministero della Sanità e Comitato Tecnico Scientifico, basato sulle evidenze e volto a ridurre drasticamente il numero di contagi. Dette misure vedono come punto cardine il distanziamento sociale e l’incremento delle misure igieniche sia personali (ndr, lavaggio sociale delle mani) sia di pulizia e sanificazione dei locali domestici e lavorativi.

In questo nuovo ed inaspettato scenario pandemico si deve doverosamente inserire la gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro ad oggi ancora autorizzati a proseguire la propria attività con metodologie “tradizionali” e pertanto senza l’uso di modalità di lavoro agile.

Nell’ambito della sicurezza nei luoghi di lavoro un elemento da valutare è l’aggiornamento della Valutazione dei Rischi ed il conseguente aggiornamento del D.V.R. La normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, allegato XLVI al D.Lgs. 81/08, cataloga i coronavirus, e pertanto anche SARS-COV-2, come agente biologico di categoria 2 e pertanto soggetto a specifiche misure di prevenzione riportate nell’allegato XLVII del medesimo decreto. Ad una prima lettura si potrebbe dunque ritenere obbligatorio per tutte le aziende procedere alla valutazione del rischio biologico specifico ad integrazione di quella relativa al rischio biologico generico. Da una più attenta lettura del Testo Unico si evince tuttavia che all’art.2 il concetto di prevenzione viene limitato ai soli rischi professionali per il lavoratore e pertanto, per estensione logica, è possibile identificare anche nel concetto di rischio la limitazione ai soli rischi professionali specifici della singola mansione e/o attività dell’azienda. Alla luce di ciò si creano due diversi ambiti:

  • Aziende sanitarie, socio-sanitarieper le quali il rischio biologico rappresentato dall’agente biologico SARS-COV-2 rientra appieno nei rischi specifici a cui il personale è giornalmente sottoposto (ad esempio medici ed infermieri) e per le quali il Datore di Lavoro ha l’obbligo di aggiornare tempestivamente il D.V.R.
  • Aziende di altro tipologia per le quali il rischio non è riconducibile ad attività o cicli di lavorazione presenti in azienda ma ad un rischio generico che coinvolge tutta la popolazione e pertanto esogeno rispetto a quelli specifici del lavoratore. In questo ambito, come già evidenziato da numerosi articoli e da direttive di Regione e di O.d.V., si esula dal campo di applicazione del D.Lgs. 81/08 e pertanto non sussiste l’obbligo di aggiornamento del D.V.R.