COVID19: Quali D.P.I. impiegare in azienda?

L’epidemia da SARS-COV-2 ha generato un rilevante rischio per la salute pubblica ed ha condotto, per tanto, il Governo Italiano ad emettere una specifica regolamentazione contenente le norme di prevenzione che ogni cittadino deve mettere in atto al fine di diminuire i rischi di contagio.

Le limitazioni introdotte dapprima dal D.P.C.M. 08 marzo 2020 e successivamente dal D.P.C.M. 11 marzo 2020 coinvolgono, pertanto, anche le attività commerciali presenti nel territorio Italiano che sin dal D.P.C.M. 09 marzo 2020 hanno potuto continuare la loro opera solo in caso di garanzia di due specifiche condizioni: rispetto delle prescrizioni normative “anti-contagio” introdotte dai decreti citati e predisposizione di uno specifico piano aziendale volte a ridurre il rischio di contagio da SARS-COV-2.

Nell’ottica della tutela dei lavoratori impiegati nelle aziende autorizzate ad operare il Governo Italiano ed i sindacati hanno redatto, in data 14 marzo 2020, un documento comune denominato “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” che specifica quali misure devono essere applicate dai datori di lavoro delle imprese in attività che specifica, al punto 6, l’obbligatorietà di impiego dei dispositivi di protezione individuali (D.P.I.) da parte del singolo dipendente.

Ma quando e quali sono i dispositivi di protezione da impiegare nelle aziende “non sanitarie”?

La risposta a questa domanda richiede l’analisi del contesto in cui il singolo lavoratore va ad operare e più specificamente si deve andare a distinguere se l’operatore andrà a svolgere la sia attività produttiva in ambienti interni all’azienda o in ambienti esterni alla stessa.

Nel caso in cui si operi all’interno dell’azienda l’impiego dei D.P.I. dovrà essere limitato a queste specifiche situazioni:

  • Impossibilità di mantenimento della distanza minima interpersonale di un metro per la quale si dispone l’impiego di mascherine, in osservanza a quanto previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che prevede l’impiego di mascherine di tipo chirurgiche.
  • Necessità di gestione di materiale proveniente dall’esterno come contanti o merce recapitata dai vettori per il quale è necessario prevedere l’impiego di guanti monouso latex free.

In aggiunta ai D.P.I. fin qui descritti è auspicabile, ma non obbligatorio, ipotizzare l’uso di dispositivi che possono essere assimilabili a D.P.C. quali ad esempio l’installazione, in prossimità di aree destinate al commercio, di barriere mobili in plastica trasparente che permettano di creare una barriera fisica tra il dipendente e l’avventore dell’attività commerciale.

Nel caso in cui i lavoratori debbano svolgere la loro opera all’esterno dell’azienda si prospetta una pluralità di possibili situazioni legate al luogo di intervento. Dovendo operare all’esterno della sede aziendale trova incremento il rischio di contatto con potenziali soggetti contagiosi (si veda il caso degli asintomatici).

In questa situazione si dovrà procedere alla verifica puntuale delle condizioni di rischio ed alla fornitura di dispositivi di protezione individuale che dovranno essere sempre impiegati dal lavoratore che pertanto opererà indossando costantemente la mascherina chirurgica.

In merito all’impiego di guanti monouso latex-free è necessario valutare i compiti che il lavoratore andrà ad eseguire e il materiale che lo stesso andrà ad eseguire. Si ritiene tuttavia che sia buona norma, in questa fase di pandemia, l’impiego di guanti monouso latex free quando si opera mentre gli stessi non dovrebbero essere impiegati nelle fasi di conduzione del veicolo. Si dovrà inoltre fornire il lavoratore che opera all’esterno della sede aziendale di idonei soluzione alcoliche per la pulizia e l’igiene delle mani.

Una nota particolare va fatta per tutti coloro che sono obbligati a lavorare in luoghi a destinazione sanitaria, come ad esempio i manutentori, che dovranno uniformarsi alle procedure di protezione definite dal luogo in cui si svolge la propria opera indicata nel D.U.V.R.I. che si dovrà redigere.