Covid-19: Le linee guida della Regione Umbria

La Regione dell’Umbria, con D.G.R. 321 del 30 aprile 2020 ha pubblicato un Piano per il contenimento del contagio e la tutela della salute dei lavoratori durante l’epidemia da virus SARS-Cov2 in ambienti di lavoro non sanitari” finalizzato ad integrare ed adattare le misure previste dal D.P.C.M. 26 aprile 2020.

In primo luogo detto documento ribadisce l’obbligatorietà della redazione, da parte di tutte le attività operative, dei relativi protocolli di sicurezza e/o procedure anti-contagio in osservanza ai protocolli condivisi di cui all’allegato 06 (attività commerciali) ed all’allegato 07 (cantieri) del citato D.P.C.M. individuando come figure cardine di questa azione il Datore di Lavoro, l’R.S.P.P., il Medico Competente e l’R.L.S. / R.L.S.T. o i relativi comitati regionali oggetto di costituzione.

Il primo aspetto preso in considerazione dal documento della Regione Umbria è relativo alla limitazione dei contatti che tuttavia non prevede modifiche salienti rispetto alle previsioni nazionali. Il secondo aspetto trattato è relativo alle Misure per la pulizia e sanificazione ove, rispetto al D.P.C.M., il documento regionale specifica le modalità da seguire facendo esplicito riferimento alle previsioni della Circolare del Ministero della Salute n.5443 del 22 febbraio 2020 che tuttavia limita la sua azione alle sole situazioni di paziente Covid positivo in azienda. In relazione a questo specifico caso sono dettagliate anche le misure da adottare anche se tuttavia, a parere dello scrivente, si ritiene doveroso affidare l’incarico ad una azienda specializzata ed autorizzata. Il documento evidenzia poi le metodiche di pulizia e sanificazione ove non sia presente alcun caso positivo definendo le tipologia di pulizia e sanificazione ed le aree e locali ove procedere. In questo caso né la norma nazionale ne tantomeno quella regionale impongono il ricorso ad imprese di pulizie ma assoggettano il Datore di Lavoro che decide di procedere in autonomia, qualora necessario, ad una revisione del rischio chimico presente nel D.V.R.

Un ulteriore elemento innovativo contenuto nel documento è relativo alla formazione dei lavoratori ove, pur ribandendo le sospensive delle scadenze di attestazioni ed abilitazioni e la sospensiva dei corsi in presenza, si introduce la possibilità di attuare attività formative a distanza se pur limitate alla sola videoconferenza sincrona. Questo da un lato inserisce un elemento di innovazione che da anni era necessario per adeguarsi ai tempi e contemporaneamente placa la demonizzazione della formazione on-line ma limita notevolmente le possibilità di esecuzione di tali interventi richiedendo il ricorso a piattaforme con specifici requisiti e non permettendo di creare una video lezione usufruibile dai dipendenti in tempi diversi e pertanto, benché va visto positivamente il passo in avanti, devono essere compiuti numerosi ed urgenti step per adeguarsi al mondo digitale odierno.

Il documento della Regione Umbria introduce anche chiarimenti in merito all’uso dei dispositivi di protezione individuale definendo le caratteristiche di quelli ammessi dalla norma e chiarendo l’uso di alcuni di essi come ad esempio i facciali filtranti (ndr, FFP2, FFP3, ecc…) destinati ai soli lavoratori che possono entrare in contatto con pazienti con diagnosi certa o sospetta e pertanto limitando, in virtù dei divieti di accesso alle aziende imposti dalle norme a soggetti con sintomi influenzali e/o respiratori, l’uso di tali dispositivi (ndr, in relazione all’emergenza Covid-19) ai lavoratori sanitari mentre identifica la mascherina medico-chirurgica come D.P.I. destinato a tutti i lavoratori non sanitari che utilizzano aree comuni e nei casi in cui i lavoratori non possano garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro.

In relazione alla sorveglianza sanitaria il documento introduce una trattazione in merito al protocollo che i Medici Competenti dovranno adottare in merito ai lavoratori fragili al fine di individuare e certificare tale condizione ed al fine, in collaborazione con il Datore di Lavoro, di gestire correttamente tale condizione.